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DivietoFumoLe prime norme riguardanti il divieto di fumo a tutela dei minori risalgono al Regio Decreto 2316 del 24.12.1934, tuttora in vigore, nella parte in cui prescrive il divieto per i minori di anni 16 di fumare in luogo pubblico (art. 25).

Il controllo dell’esposizione al fumo di tabacco ha una prima regolamentazione con la L. 584 dell’11.11.1975, recante “Divieto di fumare in determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico”.

Con tale norma il legislatore formula un elenco di luoghi nei quali è vietato fumare, tra questi sono descritti anche i locali di pertinenza delle scuole anche se limitatamente alle sole “aule delle scuole”.
Venti anni dopo, per chiarire gli aspetti controversi della legge, viene emanata la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 dicembre 1995: “Divieto di fumo in determinati locali della pubblica amministrazione o dei gestori di servizi pubblici”. Il legislatore, facendo propria l’interpretazione fornita in precedenza dal TAR Lazio, specifica l'ambito applicativo del divieto di fumo fornendo i criteri interpretativi rispetto ai locali in cui si applica il divieto ed indicando per le aule scolastiche: le aule delle scuole di ogni ordine e grado.
La direttiva stabilisce anche che, nei locali in cui si applica il divieto, devono essere esposti cartelli con l’indicazione del divieto, della relativa norma, delle sanzioni applicabili, del soggetto cui spetta vigilare, dell'autorità cui compete accertare le infrazioni.
Stabilisce anche che i dirigenti preposti alle strutture amministrative e di servizio devono individuare in ciascuna di esse uno o più funzionari incaricati di procedere alla contestazione di eventuali infrazioni, di verbalizzarle e di riferirne all’autorità competente.

Ulteriori precisazioni in ordine ai locali in cui si applica il divieto di fumo, alle competenze dei dirigenti per la sua applicazione, alle sanzioni ed alla modalità d'applicazione nei locali aperti al pubblico sono state fornite dalla Circolare n° 4 del 28.3.2001 del Ministero della Sanità “Interpretazione ed applicazione delle leggi vigenti in materia di divieto di fumo”. In tale circolare sotto la voce “Elenco esemplificativo dei locali in cui si applica il divieto di fumo” si riporta: “scuole di ogni ordine e grado, comprese le università (aule, corridoi, segreteria studenti, biblioteche, sale di lettura, bagni, ecc)”.

La normativa è stata ulteriormente definita con la Legge 16 gennaio 2003 n. 3 - “Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione”, entrata in vigore nel 2005, che nel Capo IX (Disposizioni in materia di tutela della salute) all’art. 51 si occupa di "Tutela della salute dei non fumatori" estendendo il divieto di fumo a tutti i locali chiusi, con le sole eccezioni dei locali riservati ai fumatori e quelli privati non aperti ad utenti e al pubblico.

In attuazione della Legge 16 gennaio 2003 n. 3, in data 16 dicembre 2004 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome, é stato sancito l'Accordo (pubblicato nella G.U. n° 303 del 28.12.2004) che definisce le procedure per l'accertamento delle infrazioni, l'individuazione dei soggetti legittimati ad elevare i relativi processi verbali, di quelli competenti a ricevere il rapporto e di quelli deputati ad irrogare le relative sanzioni. Ulteriori precisazioni sono state infine fornite in data 17 dicembre 2004, dal Ministero della Salute con la circolare ‘Indicazioni interpretative e attuative conseguenti all’entrata in vigore dell’art. 51 della L. 3/2003 sulla tutela della salute dei non fumatori’.

Infine, con l’emanazione del D.L. 104 del 12.9.2013, il divieto di fumo viene esteso anche alle pertinenze esterne degli edifici scolastici e l'uso di sigarette elettroniche viene parimenti vietato all’interno degli edifici.

 

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